Molte associazioni vivono con il timore che vendere una maglietta, un manuale o un corso ai propri soci possa trasformarle in un’azienda, con conseguente pioggia di tasse e burocrazia.
La realtà è più sfumata: un’associazione può vendere, ma deve sapere “come” farlo per non perdere la propria natura non profit. In questo articolo facciamo chiarezza sui dubbi più comuni, dalla Partita IVA alla fattura elettronica, e su come creare una boutique associativa online senza stress.
La risposta che ogni dirigente vorrebbe sentire è “no”, ma la verità è: dipende.
Il punto chiave: Con la Riforma del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) e l’iscrizione al RUNTS, la distinzione tra attività “di interesse generale” e “attività diverse” è diventata il pilastro su cui basare la contabilità . Le associazioni iscritte al RUNTS devono tenere una contabilità separata per le attività commerciali e rispettare i limiti previsti per non perdere i benefici fiscali.
Dal 2023, con l’entrata in vigore del Codice del Terzo Settore, le regole fiscali si sono chiarite, ma anche irrigidite per chi non rispetta le distinzioni contabili.
Prima di aprire una boutique online, è sempre consigliabile consultare un commercialista esperto di enti del Terzo Settore per valutare la situazione specifica della propria associazione.
Per capire meglio dove si traccia la linea, analizziamo due dei settori più comuni: lo sport e il mondo professionale.
Nelle ASD, la vendita è spesso legata alla pratica sportiva quotidiana.
| Cosa si vende | Tipo di attività | Documento da emettere |
|---|---|---|
| Kit sportivo ufficiale per atleti (divisa, tuta, borsa) | Istituzionale | Ricevuta non fiscale |
| Gadget e merchandising (sciarpe, tazze, portachiavi) — specialmente a non soci | Commerciale | Fattura elettronica o scontrino (richiede P.IVA) |
| Corsi extra e campus estivi — solo per soci, a copertura costi | Istituzionale | Ricevuta non fiscale |
Qui la distinzione si basa sulla natura del servizio offerto per la crescita del professionista.
| Cosa si vende | Tipo di attività | Documento da emettere |
|---|---|---|
| Formazione e aggiornamento (crediti formativi) per iscritti, a copertura costi | Istituzionale | Ricevuta non fiscale |
| Software gestionali, manuali tecnici, consulenza con margine | Commerciale | Fattura elettronica (richiede P.IVA) |
Uno dei dubbi più frequenti riguarda il documento da emettere dopo il pagamento:
Per tutto ciò che riguarda le ricevute di donazione e la dichiarazione dei redditi, leggi anche il nostro approfondimento: Ricevute fiscali smarrite? 3 tips per rendere soci e donatori autonomi.
Spesso l’errore non è nella malafede, ma nel disordine. Gestire fogli Excel e contanti è il modo più veloce per commettere errori formali. Utilizzare piattaforme come Yapla permette di automatizzare questi processi:
Vuoi sapere quali strumenti di pagamento si adattano meglio alla tua realtà ? Leggi il nostro confronto sulle soluzioni di pagamento per le associazioni.
In conclusione: Vendere servizi o prodotti è un ottimo modo per rendere l’associazione sostenibile. Con le giuste precauzioni e strumenti moderni, potete concentrarvi sulla vostra missione sociale senza paura della burocrazia.
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