Bilancio RUNTS: guida a Modelli A, B, D e il nuovo Modello E per ETS, APS e ODV

Bilancio RUNTS: scopri quale modello usare (A, B, D o E), quando scade il deposito e come evitare sanzioni. Guida pratica per ETS, APS e ODV.
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Bilancio RUNTS: guida a Modelli A, B, D e il nuovo Modello E per ETS, APS e ODV
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In sintesi

Ogni ente del Terzo Settore iscritto al RUNTS deve depositare il bilancio entro 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio (di norma fine giugno dell'anno dopo). Il modello dipende dalle entrate: A, B e C oltre i 300.000€, D fino a 300.000€ e, per chi resta sotto i 60.000€, anche il nuovo Modello E semplificato. Il bilancio va approvato dall'assemblea prima del deposito: chi tiene la contabilità in modo ordinato durante l'anno arriva alla scadenza con i dati già pronti.

 

Se gestisci la contabilità della tua associazione, lo sappiamo bene: è spesso un vero lavoro di equilibrio. Tra le attività da organizzare, i soci da seguire, le scadenze da tenere a mente e i documenti da preparare, capire tutto e arrivare pronti non è sempre semplice, soprattutto quando lo fai nel tuo tempo libero.

Il bilancio RUNTS è proprio una di quelle scadenze che tornano ogni anno e che fanno venire qualche dubbio. Magari la data si avvicina, o il tuo commercialista te l'ha appena ricordato. Niente panico: vediamo insieme, con parole semplici, cosa devi fare e da quando cominciare.

 

Cos'è il bilancio RUNTS e chi è obbligato a depositarlo

Il bilancio RUNTS è il documento contabile annuale che ogni ente iscritto al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore deve depositare, per legge, ogni anno. Riguarda tutti gli ETS (associazioni di promozione sociale, organizzazioni di volontariato, fondazioni, imprese sociali) indipendentemente dalle dimensioni: cambia il modello da usare, non l'obbligo in sé.

Non è un semplice adempimento burocratico: è la contropartita della trasparenza che la legge chiede in cambio dei vantaggi fiscali riservati al Terzo Settore. Chi consulta il RUNTS (un donatore, un ente pubblico, un socio) deve poter vedere come la tua associazione ha usato le proprie risorse.

 

Quando scade il deposito

Il termine è di 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio, come stabilito dall'art. 48, comma 3 del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), modificato dalla Legge 4 luglio 2024, n. 104. Per la maggior parte delle associazioni, l'esercizio coincide con l'anno solare (chiusura al 31 dicembre): il conto alla rovescia parte quindi dal 1° gennaio, e il termine cade a fine giugno dell'anno successivo. Ad esempio, per l'esercizio chiuso al 31/12/2026, il deposito va fatto entro fine giugno 2027.

E se il tuo esercizio non segue l'anno solare? Prendiamo un'associazione culturale che lavora sulla stagione degli spettacoli, da settembre ad agosto: chiudendo l'esercizio il 31 agosto 2026, dovrà depositare il bilancio entro il 27 febbraio 2027. Il principio è sempre lo stesso: si contano 180 giorni dalla data di chiusura.

Due punti da tenere a mente:

  • Il deposito arriva dopo l'approvazione del bilancio da parte dell'assemblea dei soci, non contestualmente alla chiusura contabile: organizza l'assemblea con margine, non a ridosso della scadenza.
  • Molte associazioni iniziano a lavorare sul bilancio già a inizio anno, senza aspettare la primavera: prima i conti sono in ordine, più l'assemblea e il deposito diventano una formalità invece di una corsa contro il tempo.

 

Quale modello devo usare? Modelli A, B, C, D ed E a confronto

Il modello dipende dalle entrate annue del tuo ente, secondo il D.M. 5 marzo 2020 (integrato dal D.M. 18 febbraio 2026 per il nuovo Modello E):

Entrate annue Modello Cosa comprende
Oltre 300.000€ A, B e C Stato patrimoniale (A), rendiconto gestionale (B) e relazione di missione (C), con contabilità per competenza
Fino a 300.000€ D Rendiconto per cassa: entrate e uscite dell'anno
Fino a 60.000€ E (novità 2026) oppure D Rendiconto per cassa in forma aggregata, in due sole sezioni

Qualche esempio per orientarti:

  • Una piccola APS sportiva che incassa 45.000€ l'anno tra quote associative e un contributo comunale può scegliere il nuovo Modello E, oppure restare sul Modello D se lo usa già.
  • Una ODV che gestisce progetti finanziati per 180.000€ l'anno deposita il Modello D.
  • Una fondazione con 450.000€ di entrate deve preparare il bilancio completo: Modelli A, B e C.

In pratica: la stragrande maggioranza delle piccole e medie associazioni italiane rientra nel Modello D o nel nuovo Modello E. Si tratta di una contabilità di cassa, molto più semplice da tenere di una contabilità per competenza, che richiede comunque di registrare ogni entrata e uscita durante l'anno per arrivare pronti a giugno.

 

Come si prepara, passo dopo passo

  1. Registra ogni entrata e uscita durante l'anno nel tuo piano dei conti: quote associative, donazioni, contributi pubblici, spese. Farlo mese per mese, e non a posteriori, è ciò che fa davvero la differenza a fine esercizio.
  2. Chiudi l'esercizio e verifica che tutte le operazioni siano registrate correttamente.
  3. Genera il rendiconto (Modello D o E, oppure il bilancio A, B e C, a seconda della tua fascia di entrate).
  4. Fai verificare i dati dal tuo commercialista: anche quando il rendiconto è generato automaticamente, resta buona norma farlo controllare da un professionista prima di presentarlo ai soci.
  5. Fai approvare il bilancio dall'assemblea dei soci.
  6. Deposita il bilancio approvato sul RUNTS, entro i 180 giorni.

 

Un esempio concreto: da un'entrata in cassa al rendiconto Modello D

Prendiamo un caso semplice: la tua associazione incassa una quota associativa di 50€. Se la contabilità è tenuta correttamente durante l'anno, questa operazione va registrata nel conto dedicato alle quote associative, che nel piano dei conti conforme al Modello D ha un proprio codice, tra le voci previste per le attività di interesse generale. A fine anno, tutte le quote raccolte nei dodici mesi confluiscono automaticamente nella riga corrispondente del rendiconto di cassa, senza bisogno di ricostruire nulla a mano.

Lo stesso vale per un'uscita, ad esempio l'affitto della sede: registrata nel conto giusto durante l'anno, compare da sola nella sezione corretta del rendiconto. È qui che si vede la differenza tra tenere la contabilità "alla giornata" e ricostruirla in un weekend prima della scadenza.

 

Errori comuni da evitare

  • Confondere il saldo iniziale con una nuova entrata. Il saldo di apertura di un esercizio (o gli utili/perdite portati a nuovo dall'anno precedente) va registrato come scrittura di apertura, non come un'entrata dell'anno in corso: è un errore frequente che gonfia artificialmente i totali di cassa e banca. Esempio: se la tua associazione ha chiuso il 2025 con 3.200€ sul conto e li registri come entrata del 2026, il rendiconto mostrerà 3.200€ di entrate mai incassate quest'anno.
  • Dimenticare l'assemblea di approvazione. Il deposito RUNTS presuppone un bilancio già approvato: senza assemblea, non c'è nulla da depositare.
  • Aspettare l'ultimo mese per registrare l'anno intero. Più la registrazione è fatta in tempo reale, meno lavoro (e meno rischio di errore) resta a ridosso della scadenza.

 

Cosa succede se non depositi in tempo

Il mancato o incompleto deposito degli atti prescritti al RUNTS espone gli amministratori a una sanzione amministrativa da 103€ a 1.032€ (Codice del Terzo Settore, D.Lgs. 117/2017). Oltre alla sanzione economica, un ente che non è in regola con i propri obblighi di trasparenza rischia di compromettere la propria posizione nel registro: un motivo in più per non arrivare a giugno impreparati.

 

Come Yapla può aiutarti

Se usi Yapla per gestire pagamenti, quote associative e spese della tua associazione durante l'anno, la contabilità si costruisce da sola: ogni operazione registrata alimenta in tempo reale il rendiconto di cassa Modello D (o il conto economico e lo stato patrimoniale per i Modelli A e B), secondo un piano dei conti già allineato alla normativa italiana. Arrivi così alla scadenza di giugno con i dati già pronti da far verificare al tuo commercialista, invece di doverli ricostruire da zero.

Nel dettaglio, ecco cosa trovi già oggi nel modulo Contabilità di Yapla:

  • Un piano dei conti nativo, allineato ai modelli ufficiali. Ogni voce del tuo piano dei conti corrisponde già a una riga precisa del Modello D (elenco completo delle posizioni contabili del rendiconto di cassa) o dei Modelli A e B (voci dello stato patrimoniale · posizioni del rendiconto gestionale): nessuna corrispondenza da inventare a mano.
  • Un libro giornale che si aggiorna da solo man mano che registri entrate e uscite, invece di un foglio Excel da tenere in parallelo.
  • La generazione del rendiconto con un clic, a partire dai dati già inseriti (rendiconto di cassa per il Modello D, conto economico e stato patrimoniale per i Modelli A e B), consultabile in tempo reale durante tutto l'anno, non solo a chiusura dell'esercizio.
  • La gestione del saldo di apertura quando cambi sistema o inizi un nuovo esercizio, per riportare correttamente gli utili o le perdite dell'anno precedente (come inserire il saldo iniziale).

Un punto d'attenzione se la tua associazione svolge anche attività commerciali (vendita di gadget, sponsorizzazioni, corsi a pagamento): la riforma fiscale del Terzo Settore introduce obblighi specifici su scontrini, fatture elettroniche e apertura della partita IVA. È un argomento distinto dal bilancio RUNTS, ma che si incrocia spesso con esso: il webinar "Riforma fiscale e fattura elettronica: cosa cambia per gli ETS", con la commercialista Emanuela Peccatori, fa il punto su questi obblighi.

Vuoi vedere il modulo Contabilità in pratica? Guarda il webinar "La contabilità di base e il bilancio annuale per le associazioni" o segui il corso "Configura la tua contabilità" su Yapla Academy (7 lezioni, circa 40 minuti, dalla configurazione iniziale all'analisi dei report).

 

Domande frequenti

Chi deve depositare il bilancio al RUNTS?

Ogni ente del Terzo Settore (APS, ODV, fondazioni, imprese sociali) iscritto al RUNTS, indipendentemente dalle dimensioni. Cambia solo il modello da usare, non l'obbligo.

Qual è la scadenza per il deposito?

180 giorni dalla chiusura dell'esercizio: di norma fine giugno dell'anno successivo, se il tuo esercizio coincide con l'anno solare.

Che differenza c'è tra Modello D e Modelli A, B e C?

Il Modello D è un rendiconto per cassa (entrate e uscite dell'anno), riservato agli enti fino a 300.000€ di entrate. I Modelli A, B e C compongono un bilancio per competenza, più articolato, obbligatorio oltre questa soglia.

Cos'è il nuovo Modello E?

È un rendiconto per cassa in forma aggregata, in due sole sezioni, pensato per gli enti con entrate fino a 60.000€. Questi enti possono usarlo in alternativa al Modello D.

Cosa rischio se non deposito in tempo?

Una sanzione amministrativa da 103€ a 1.032€ a carico degli amministratori, oltre al rischio di compromettere la propria posizione nel registro.

Un software può generare il bilancio al posto mio?

Un software di contabilità come Yapla può generare automaticamente il rendiconto a partire dalle operazioni registrate durante l'anno. Resta comunque buona norma far verificare i dati dal proprio commercialista prima del deposito ufficiale.

Devo comunque far controllare il bilancio da un commercialista?

Sì. Anche quando il rendiconto è generato automaticamente da una piattaforma, la verifica di un professionista prima dell'approvazione e del caricamento sul RUNTS resta la prassi raccomandata.

 


Fonti: Codice del Terzo Settore, D.Lgs. 117/2017, art. 48; Legge 4 luglio 2024, n. 104; D.M. 5 marzo 2020; D.M. 18 febbraio 2026 (G.U. n. 67 del 21 marzo 2026).

Letture collegate: I bilanci generati e la loro conformità al Codice del Terzo Settore e ai modelli RUNTS · Riforma fiscale e fattura elettronica: cosa cambia per gli ETS

 

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